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<title>Capo d'Orlando Giovani - Notizie e approfondimenti su Giovani e Società</title><link>http://www.nuovafamiglia.org/dblog/</link>
<description>Capo d'Orlando Giovani - Notizie e approfondimenti su Giovani e Società</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Capo D' Orlando Forum giovanile, domande fino al 31 gennaio ]]></title>
	<description><![CDATA[E’ stata prorogata al 31 gennaio 2012 la scadenza per presentare le domande per partecipare al Forum Giovanile Comunale. 
“I termini sono stati prolungati rispetto alla scadenza del 31 dicembre 2011 – spiega l’Assessore alle politiche giovanili ed alle nuove tecnologie Cettina Scaffidi – poich&eacute; da pi&ugrave; parti continuano a giungere richieste di adesione. Siamo molto soddisfatti di quanti hanno gi&agrave; presentato domanda e siamo certi che entro fine mese riusciremo a raggiungere un numero davvero eccezionale di richieste. Grazie al Forum ci sar&agrave; la possibilit&agrave; di promuove progetti, attivit&agrave; ed iniziative inerenti i giovani. Si favorir&agrave; il raccordo tra i gruppi giovanili e le istituzioni locali”. 
Il bando che regolamenta l’individuazione dei componenti per l’Assemblea del Forum &egrave; consultabile sul sito istituzionale www.comune.capodorlando.me.it. 
Possono presentare domanda:
a)	i rappresentanti delle Associazioni Giovanili che operano sul territorio cittadino;
b)	i rappresentanti dei gruppi iscritti all’anagrafe dei Gruppi Giovanili. Si precisa che vengono definiti Gruppi giovanili i gruppi anche non legalmente costituiti, noti come compagnie amicali, le band musicali e gruppi informali. Ogni gruppo giovanile deve essere composto da almeno quattro persone residenti nel Comune di Capo d’Orlando di et&agrave; compresa tra i 15 ed i 28 anni.
c)	i rappresentanti degli studenti , uno per ogni Istituto scolastico superiore presente in citt&agrave;.
Per ulteriori informazioni &egrave; possibile contattare il responsabile del procedimento dott.ssa Cettina Ventimiglia (area socio assistenziale), presso il Palazzo Satellite in contrada Muscale, tel. 0941915343. 
La domanda corredata da una serie di documenti dovr&agrave; essere presentata all’Ufficio del protocollo utilizzando gli appositi moduli, disponibili presso l’ufficio Informagiovani/Urp. 

Capo d’Orlando 13 Gennaio 2012

L’Ufficio Stampa
Salvatore Pintaudi ]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=638]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=638</guid>
	<dc:date>2012-01-13T15:57:20+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Attaccati a cellulare, tv e pc: circa la metà dei giovani a rischio cyber-dipendenza]]></title>
	<description><![CDATA[Roma, 7 dic. (Adnkronos/Ign) - Circa la met&agrave; &egrave; 'cyberdipendente' e non pu&ograve; fare a meno della tv, del pc e del cellulare. Quasi tutti hanno un profilo su Facebook, dove la propria pagina viene gestita con poca cautela. Uno su 5 ha il piercing, il 28,4% dichiara di ubriacarsi, e il 6,7% confessa di essere finito nel girone sexting. E' la fotografia dei ragazzi italiani, scattata dall''Indagine sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza 2011', realizzata dall'Eurispes e telefono Azzurro, presentata oggi a Roma. Una ricerca realizzata su un campione di 1.496 ragazzi tra i 12 e i 18 anni. La tv continua ad avere il primato di media pi&ugrave; utilizzato dagli adolescenti italiani: solo il 4,1% non la guarda mai. Il 42% passa davanti allo schermo almeno da 1 a 2 ore al giorno e il 24,5% ne fa una forte fruizione che va da 2 a 4 ore (18,3%) ad oltre 4 ore (6,2%). A contendere il primato della tv &egrave; il computer, che non viene mai usato appena dal 4,8% dei ragazzi. In questo caso per&ograve; il numero dei fruitori 'forti' aumenta: il 23,6% usa il pc da 2 a 4 ore e circa il 12% per pi&ugrave; di 4 ore. Elevato &egrave; anche l'utilizzo di Internet: solo il 7% dei ragazzi non naviga mai e il 37,7% lo fa da 2 a 4 ore (24,4%) a oltre 4 ore al giorno (13,3%). Quanto al cellulare, &egrave; considerato un 'prolungamento' di se stesso: ben il 97% ne ha uno, e fra questi la met&agrave; ha uno smartphone mentre 1 su 10 ne ha pi&ugrave; d'uno. Quattro adolescenti su 10 (41,4%) lo utilizzano da 2 a 4 ore (14%) e oltre (27,4%) nel corso di una giornata. Ma il dato preoccupante riguarda la nuova pratica del sexting, ovvero l'invio di immagini e video a sfondo sessuale ad amici, fidanzati, adulti, persone conosciute e non. Ben il 6,7% degli adolescenti ha inviato foto o video a sfondo sessuale, mentre il 10,2% li ha ricevuti e l'8% ha usato il cellulare anche per fare chiamate a linee telefoniche per adulti. iPad e tablet, tra le nuove apparecchiature tecnologiche, non sembrano ancora aver conquistato i giovani, probabilmente anche per il costo elevato dei dispositivi: l'80,3% dichiara di non utilizzarlo mai. Va comunque rilevato che il 19,6% ne ha uno a disposizione Dati allarmanti sul rischio cyber-dipendenza soprattutto nella fascia 12-15 anni: il 42,5% controlla continuamente la posta elettronica o Facebook sperando che qualcuno gli abbia inviato un messaggio. E ancora: la met&agrave; dei ragazzi (49,9%) dichiara di perdere la cognizione del tempo quando &egrave; online, dimenticandosi di fare altre cose e uno su 5 si sente irrequieto, nervoso e triste se non pu&ograve; accedere alla rete. Emerge inoltre che i 12-15enni controllano continuamente la posta o Facebook in misura maggiore rispetto ai 16-18enni (45,3% vs 36,8%), si sentono irrequieti, nervosi o tristi quando non possono usare Internet, in misura maggiore rispetto ai pi&ugrave; grandi (21,7% vs 15,3%), e confondono pi&ugrave; frequentemente realt&agrave; e fantasia (8,2% vs 5%). Facebook &egrave; il social network pi&ugrave; amato: quasi tutti hanno un profilo e ben l'85,6% dei ragazzi dai 12 ai 18 anni lo utilizza, 7 su 10 si connettono tutti i giorni, molti hanno pi&ugrave; di 500 amici e pi&ugrave; della met&agrave; di loro (il 54%) ''colloquia'' abitualmente con persone sconosciute. Tra i 16 e18 anni Facebook viene utilizzato nel 90,9% dei casi, una percentuale che scende di circa 8 punti tra i pi&ugrave; piccoli dai 12 ai 15 anni (82,6%). Ben il 68,8% dei ragazzi &egrave; on line su Facebook tutti i giorni: il 32,2% per 1-2 ore al giorno, il 14,4% da 2 a 5 ore e il 3,9% pi&ugrave; di 5 ore. PIERCING E RISCHIO ALCOL. Un adolescente su cinque ha un piercing, il 7,5% un tatuaggio, e il 2,3% ha fatto ricorso alla chirurgia estetica per migliorare il proprio aspetto o modificare qualche particolare fisico. Quanto all'alcol, il 28,4% dichiara di ubriacarsi, percentuale che aumenta vertiginosamente con il crescere dell'et&agrave;: se i 12-15enni che affermano di non ubriacarsi mai sono pari all'83,7%, tra i pi&ugrave; grandi il 53,8% dice di ubriacarsi (il 5,8% spesso, il 25,6% qualche volta, il 22,4% raramente). Il 2,1%, inoltre, ha fatto uso di ecstasi e/o altre droghe sintetiche e l'1,9% di cocaina. Pi&ugrave; significativa il 9,4% &egrave; la percentuale di coloro che almeno una volta sono entrati in contatto con marijuana e hashish. Mentre un significativo 12,8% ammette di consumare rapporti sessuali senza alcuna protezione. Sono ancora i 16-18enni a mostrarsi meno responsabili: infatti, al 24,3% capita di avere rapporti non protetti. E ancora: il 13,1% dei ragazzi dichiara di aver rubato; l'offendere i genitori e o gli insegnanti interessa rispettivamente il 33,2% e il 17,5%; il 9,6% afferma di aver messo in atto una fuga da casa e aver danneggiato beni pubblici; l'8,5% dei ragazzi ammette di essere venuto alle mani con qualcuno e il 5,1% afferma di essere andato in giro con un coltello. SCUOLA. Secondo gli adolescenti la scuola deve soprattutto prepararli al mondo del lavoro (32,5%), farli maturare (27,8%) e accrescere la loro cultura (26,6%). I ragazzi vorrebbero pi&ugrave; spazio per sport (16,1%), attivit&agrave; pratiche (15,6%), studio dell'informatica e delle nuove tecnologie (13%) e lingue straniere (12,5%). Allo stesso tempo vorrebbero anche sentirsi pi&ugrave; partecipi della vita scolastica e avere pi&ugrave; opportunit&agrave; di indicare su quali temi desiderano soffermarsi (11,1%). Il 7,8% vorrebbe pi&ugrave; spazio per la musica, il 4,7% che si facesse una maggiore attivit&agrave; di prevenzione su temi quali bullismo e droghe, il 4,4% che fosse inserita nei programmi anche l'eduzione sessuale e il 3,6% vorrebbe meno nozionismo. Il 10,5% degli studenti non cambierebbe nulla: la scuola va bene cos&igrave; com'&egrave;. Ma quasi un terzo degli adolescenti (29,3%) ha dichiarato di sentirsi annoiato per la maggior parte del tempo trascorso a scuola, il 7,1% prova agitazione e il 2,6% addirittura infelicit&agrave;. I sentimenti negativi raccolgono quindi nel complesso quasi il 40% delle indicazioni. Un dato che desta preoccupazione, anche a fronte di un quarto del campione che si &egrave; detto interessato (25,8%), a un quinto che si &egrave; detto sereno (20,4%) e al 5% che si diverte tra le mura scolastiche. Infine, il 59,1% dei ragazzi vorrebbe infatti insegnanti pi&ugrave; preparati e pi&ugrave; aggiornati. BULLISMO. Nell’ultimo anno il 25,2% dei ragazzi &egrave; stato vittima di bullismo. Un fenomeno che riguarda soprattutto la diffusione di informazioni false sul proprio conto, il 22,8% di ripetute prese in giro, il 21,6% di offese immotivate. Il 10,4% ha subito il danneggiamento di oggetti, il 7,6% furti di cibo e oggetti, il 5,2% minacce e il 3,1% furti di denaro. Ha subito percosse il 3%. Un ragazzo su cinque non ne parla ai propri genitori. Chi invece si apre con gli adulti riceve come consiglio di ignorare il comportamento dei bulli oppure viene lasciato libero di scegliere come comportarsi. RAPPORTO CON I GENITORI. Tutto, ma non proprio. Quasi due terzi dei ragazzi di et&agrave; compresa tra i 12 e i 18 anni (57%) mettono a conoscenza i genitori, se non proprio di tutto, almeno di buona parte di ci&ograve; che li riguarda, mentre un terzo (30,5%) dichiara di non tacere nulla alla famiglia. È una minoranza (11,2%) invece a dichiarare che i propri genitori sono a conoscenza soltanto di una piccola parte di quello che succede loro e solo lo 0,8% afferma di tenere completamente all’oscuro il nucleo familiare circa le vicissitudini e i pensieri personali. L’argomento principe del dialogo tra le generazioni &egrave; la scuola (77,9%), seguito dalla salute (59,8%), dallo sport e tempo libero (54,8%) e dalle amicizie (50,3%). All’incirca solo un adolescente su quattro parla spesso con i propri genitori di Internet e nuove tecnologie (25,2%) – nonostante gli innumerevoli rischi che la Rete presenta – di fatti di cronaca (24%) e della crisi economica (22,3%). Pochissimi ragazzi affrontano “spesso” con i genitori argomenti come l’amore e le relazioni sentimentali (17,5%), la politica (13,9%), l’ecologia (7,8%). Infine, la maggior parte degli adolescenti non parla mai con i genitori di sessualit&agrave; (61,6%) e di droghe (52,7%). Dall'altra partev i due terzi dei genitori italiani (62,8%) sostengono di essere a conoscenza di buona parte di ci&ograve; che riguarda i propri figli, seguiti dal 28,4% che sostiene di sapere tutto ci&ograve; che fa parte delle vita dei figli. Solo il 7,4% dei genitori ritiene di conoscerne solo una piccola parte. Tra i principali argomenti che i genitori dicono di non affrontare mai con i figli troviamo, nell’ordine: la politica (42,5%), la sessualit&agrave; (28,8%) e le relazioni amorose (20,3%).]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=637]]></link>
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	<dc:date>2011-12-07T15:46:29+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[CENSIS: 50% ITALIANI USA INTERNET, CONNESSI 9 GIOVANI SU 10]]></title>
	<description><![CDATA[ Roma - Oltre la meta' degli italiani naviga quotidianamente su internet: per informarsi, cercare lavoro, pagare le bollette e consultare lo stradario. Lo rileva il Censis nel 45esimo rapporto sulla situazione sociale del Paese sottolineando che l'utenza del web nel 2011 ha finalmente superato la fatidica soglia del 50% della popolazione italiana, attestandosi per l'esattezza al 53,1% (+6,1% rispetto al 2009).
  Il dato complessivo si fraziona tra l'87,4% dei giovani e il 15,1% degli anziani (65-80 anni), tra il 72,2% delle persone piu' istruite e il 37,7% di quelle meno scolarizzate. Tutti i dati inoltre confermano l'affermazione progressiva di percorsi individuali di fruizione dei contenuti e di acquisizione delle informazioni da parte dei singoli, con processi orizzontali di utilizzo dei media in base a palinsesti multimediali personali e autogestiti, basati sulla integrazione di vecchi e nuovi media.
(AGI)]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=636]]></link>
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	<dc:date>2011-12-02T16:17:04+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Natale, boom dei tablet ma i giovani vogliono lavoro]]></title>
	<description><![CDATA[
ROMA - Meno computer e piu' tablet. Le 'tavolette' del marchio Apple saranno tra i regali piu' gettonati quest'anno (+5% sul 2010), veri oggetti del desiderio di questo Natale. Ma come regalo, i giovani vorrebbero trovare soprattutto un lavoro. E' quanto emerge dall'indagine Confesercenti-Swg, secondo cui gli italiani chiedono anche la riduzione dei costi della politica, meno tasse ed un rinnovamento della classe dirigente. Un 7% non vedrebbe infine male l'uscita dall'euro. Quasi 2 italiani su 3, il 64%, quest'anno spenderanno meno per le feste di Natale. E' la stima contenuta nell'indagine Confesercenti-Swg, secondo cui la paura della crisi e i timori per il futuro spingono ad una prudenza ancora maggiore di quella degli ultimi anni. La tredicesima, prevede l'associazione, sar&agrave; utilizzata per il 36% per le spese di casa e famiglia. Quasi un quarto verr&agrave; destinata al risparmio, mentre il 20% servir&agrave; a saldare i conti in sospeso e il 7% al pagare il mutuo. Piu' di un italiano su cinque (il 22%), rileva ancora la Confesercenti, pensa addirittura di tagliare le spese del 50%, mentre solo il 4% prevede di aumentare il bugdet destinato agli acquisti natalizi. L'incertezza si accompagna pero' alla voglia di ripresa: un italiano su due vuole infatti credere in un Natale di speranza, mentre un altro 32% si divide fra festivita' ''difficili'' e ''austere''. La pattuglia dei ''gaudenti'' raggiunge il 7% del totale. La meta' dei 41 miliardi delle tredicesime di quest'anno, sara' utilizzata per acquisti, per una cifra pari a 19 miliardi e 805 milioni, 1 miliardo e 234 milioni in meno del 2010. La crisi rilancia la propensione al risparmio: oltre un miliardo di euro sara' accantonato, ma oltre 8 miliardi saranno usati per pagare i conti. Ai regali, invece, verranno destinati solo 5 miliardi, soprattutto per l'acquisto di beni alimentari (83%). In un Natale tanto problematico a fare le spese della crisi sono anche i comportamenti rivolti alla solidarieta', vistosamente in calo. E' come se, spiega l'associazione dei commercianti, le famiglie italiane si chiudessero in se stesse, alle prese con i propri problemi e anche alla ricerca dell'unita' familiare nelle feste.
ansa]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=635]]></link>
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	<dc:date>2011-12-02T16:15:46+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Internet: per 40% giovani viene prima di fidanzati e amici]]></title>
	<description><![CDATA[ E' amore tra internet e i giovani: quasi la meta' (40%) dei giovani di 18-30 anni dichiara che e' piu' importante internet che uscire con una ragazza o con gli amici; come dire che viene prima Twitter e poi fidanzata e amici nella scala delle priorita'. Per internet si rinuncia alla vita reale, alle feste, alla possibilita' di conoscere nuove persone, di uscire con una ragazza/o che ci piace.

E' quanto emerge da un rapporto realizzato dalla Cisco Systems di San Jose' in California: il 55% degli intervistati dichiara che non potrebbe vivere senza Internet, uno su tre che il Web e' come l'acqua, il cibo, l'aria per respirare.

Secondo il magazine Atlantic, che riporta il rapporto intitolato '2011 Cisco Connected World Technology Report', la nostra relazione con internet e' divenuta cosi' stretta e simbiotica che lo preferiamo alle relazioni vere, con persone in carne e ossa. E che, contrariamente a quanto ci aspetteremmo, alla fine sono proprio i piu' cresciuti, i 30enni giovani lavoratori, e non gli studenti di eta' inferiore, a risultare maggiormente internet-dipendenti.Ansa]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=634]]></link>
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	<dc:date>2011-11-30T15:53:22+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Capo D' Orlando UExte-2011, progetto per i giovani]]></title>
	<description><![CDATA[Si chiama “UExte-2011” Europa, Giovani e Volontariato, il progetto che verr&agrave; attuato dall’Assessorato alle politiche giovanili coordinato dall’Assessore Cettina Scaffidi.
L’Amministrazione Sindoni ha infatti aderito all’iniziativa che supportata dallo sportello Eurodesk, in rete sar&agrave; realizzata contemporaneamente con altri punti, sparsi su tutto il territorio nazionale. L’attivit&agrave; &egrave; promossa dal Partenariato di Gestione, nel settore dell’informazione e della comunicazione, dall’Unione Europea.
Si tratta di un percorso di “empowerment” dei giovani sulla conoscenza del volontariato transnazionale. Il progetto si caratterizza per essere una ricerca-azione, intesa come strumento, per analizzare la consapevolezza dei giovani alle attivit&agrave; di volontariato, valutandone aspirazioni e criticit&agrave;. 
“Coinvolgeremo i giovani – ha spiegato l’Assessore Scaffidi – sui temi della partecipazione e del volontariato. Sono previsti incontri non solo in ambito scolastico, con il coinvolgimento anche delle istituzioni. L’obiettivo di UExte-2011 &egrave; quello di investire nei giovani, conferire loro maggiore responsabilit&agrave; in modo da far comprendere l’importanza della solidariet&agrave;. Il progetto – ha infine dichiarato l’Assessore – vuole contribuire allo sviluppo personale dei giovani, alla mobilit&agrave; nel settore dell’istruzione e della loro formazione”.
UExte 2011, avr&agrave; durata quattro mesi (novembre 2011 – febbraio 2012) e punta a raggiungere 80 adesioni.
Per maggiori informazioni gli interessati possono rivolgersi allo sportello Eurodesk, presso la sede municipale tutti i giorni, nelle ore d’ufficio, dal luned&igrave; al venerd&igrave;.     ]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=633]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=633</guid>
	<dc:date>2011-11-23T11:49:36+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[In Italia senza lavoro 1,9 milioni di giovani tra 25 e 34 anni.  ]]></title>
	<description><![CDATA[In Italia sono 1.944.000 i giovani tra 25 e 34 anni senza lavoro. Un numero che ci fa guadagnare il primato negativo in Europa per il pi&ugrave; alto tasso di giovani inattivi: 25,9% a fronte del 15,7% della media Ue. Le cose vanno decisamente male per il Mezzogiorno e per le giovani donne: sul totale di 1.944.000 giovani inattivi, 1.120.000 si concentrano nel Sud e 1.341.000 sono femmine.
La situazione del mercato del lavoro giovanile nel nostro Paese &egrave; fotografata in un rapporto dell'Ufficio studi di Confartigianato in cui si rileva che la crisi pesa sulle spalle dei giovani: tra il 2008 e il 2011 gli occupati under 35 sono diminuiti di 1.130.000 unit&agrave;, pari al -15,6%. La flessione in Italia &egrave; di intensit&agrave; doppia rispetto all’Eurozona dove il calo &egrave; stato del 7,1%. Ed &egrave; sempre il Mezzogiorno l’area che ha registrato la maggiore perdita di occupati under 35: 371.000.
Ma all’Italia dei giovani disoccupati si affianca un Paese che di lavoratori ha bisogno e che li forma con lo strumento dell’apprendistato.
Secondo il rapporto di Confartigianato, Milano &egrave; la ‘capitale’ dell’Italia interessata ad offrire lavoro ai giovani under 30. Le imprese del capoluogo lombardo prevedono di assumerne 49.350 nel 2011. Seguono, nella classifica delle province con le maggiori opportunit&agrave; di occupazione per i giovani fino a 29 anni, Trieste, Bologna, Rimini e Firenze. Agli ultimi posti tra le province con le minori chances di lavoro: Reggio Calabria, Foggia, Vibo Valentia, Messina e Benevento.
Una strada per avvicinare i giovani al mondo del lavoro si conferma l’apprendistato: in Italia gli apprendisti sono 530.368 e, tra i giovani con lavoro dipendente, il 19,5% per cento &egrave; occupato con questo tipo di contratto.
In particolare l'artigianato &egrave; il settore con la maggiore vocazione all'utilizzo dell’apprendistato: sono 194.495 gli apprendisti occupati nelle aziende artigiane, il 31,6% del totale. E il 12,5% delle assunzioni nelle imprese artigiane avvengono con questo contratto, a fronte del 7,2% delle aziende non artigiane.
E’ la Lombardia la regione con il pi&ugrave; alto numero di apprendisti: 89.940, seguita dal Veneto con 65.498 apprendisti, dal Lazio (52.190) e dall’Emilia Romagna (51.004). 
Ed &egrave; ancora una volta la provincia di Milano, insieme a Monza e Brianza, a detenere il primato del maggior numero di apprendisti sia in imprese artigiane (7.513) sia in aziende non artigiane (36.867).
“La riforma dell'apprendistato voluta dal Ministro Sacconi che entra in vigore proprio oggi e la misura del decreto sviluppo sulla decontribuzione per gli apprendisti – commenta il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini - potranno contribuire a rilanciare questo contratto e a ridurre la distanza tra i giovani e il mercato del lavoro. Da un lato, i ragazzi potranno trovare nuove strade per imparare una professione, dall'altro le imprese potranno formare la manodopera qualificata di cui hanno necessit&agrave;”.
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=632]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=632</guid>
	<dc:date>2011-10-27T17:37:03+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[rovare lavoro? Più difficile se si è giovani]]></title>
	<description><![CDATA[La disoccupazione giovanile nel 2009 ha raggiunto un livello record e resta ancora molto a causa della crisi e della ripresa troppo lenta del mercato del lavoro. I senza lavoro di et&agrave; compresa tra 15 e 24 anni potrebbero scendere leggermente nel 2011 a quota 74,6 milioni (il 12,6%) dai 75,1 milioni del 2010 (il 12,7%), un trend insufficiente per&ograve; a dare speranza ai giovani alla ricerca di lavoro. 

E’ l’allarme lanciato dall'International labour office (Ilo), agenzia Onu con sede a Ginevra, in un recente rapporto in cui si fotografa un quadro preoccupante in cui tra il 2007 e il 2009 il tasso di disoccupazione &egrave; balzato dall'11,9% al 13%. Si tratta di una crescita senza precedenti che mette a rischio un’intera generazione, "segnata" da un pericoloso mix di alta disoccupazione, inattivit&agrave; e lavoro precario nei paesi sviluppati permane. Cos&igrave; come la possibilit&agrave; che vi sia un numero alto di giovani lavoratori sotto la soglia della povert&agrave; residenti nei Paesi in via di sviluppo. 

L’Italia non fa certo eccezione. Anzi la situazione nel nostro paese &egrave; peggiore rispetto ad altri Statio: "la probabilit&agrave; di essere disoccupati per almeno un anno &egrave; 3 volte superiore per i giovani rispetto agli adulti" sottolinea l'istituto. 

La percentuale dei senza lavoro in questa fascia d’et&agrave; &egrave; passato dal 20,3% del 2007 al 27,8% nel 2010, la disoccupazione di lungo termine &egrave; al 12,2% (dall'8,1%), l'occupazione a tempo parziale al 21,5% (dal 16,7%) e la sottoccupazione in termini di tempo del 7,7% (dal 6,6%), indicatore quest'ultimo relativo a quanti accettano lavori a tempo parziale in mancanza di altro. 

Che significano questi numeri? Innanzitutto, secondo l'Ilo, che la generazione che sta entrando nel mondo del lavoro dopo la grande recessione vivr&agrave; il disagio della disoccupazione o della sottoccupazione, con tutti i rischi sociali inerenti, ed anche "possibili conseguenze di lungo periodo in termini di salari pi&ugrave; bassi e sfiducia nel sistema economico e politico". 

C’&egrave; quindi il rischio di una frustrazione collettiva tra i giovani, sfociata per altro in manifestazioni di protesta pi&ugrave; volte scoppiate non solo nel medio oriente, ma anche in Europa con il movimento dei 'los indignados' che partito in Spagna si sta propagando in tutto il mondo. Proteste pacifiche contro la disoccupazione giovanile, salita a un incredibile 41,6% e per contrastare lo sconforto giovanile. 

Trovare un lavoro, anche precario, sta diventando cos&igrave; complicato che molti giovani ne stanno persino abbandonando la ricerca: nei 56 paesi con statistiche comparabili nel 2010 c'erano 2,6 milioni di giovani in meno sul mercato del lavoro rispetto ai trend prevedibili. 

C’&egrave; sicuramente bisogno di una maggiore attenzione e solidariet&agrave; nei confronti dei giovani che si possono concretizzare secondo l’ILO in forme di “forte sostegno ai giovani, con l'espansione del sistema di protezione sociale, investimenti di lungo termine nell'istruzione e nella formazione, agevolazioni per le assunzioni e investimenti ad alta occupazione". 

Interventi complicati in un momento in cui gli stati denunciano l’assenza di risorse nei bilanci pubblici. Ma che vanno pensati “anche dal settore privato, da sindacati e imprenditori” per evitare di trovarci domani di fronte ad una "una generazione perduta".
http://www.spazioimpresa.biz/risorse_umane/930-Trovare-lavoro-piu-difficile-se-si-e-giovani.php]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=631]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=631</guid>
	<dc:date>2011-10-21T17:07:21+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[ Laurea in chimica: la via che conduce al lavoro]]></title>
	<description><![CDATA[ROMA - La notizia &egrave; di quelle che hanno dell'incredibile, soprattutto oggi in tempi di grande crisi: il 90% dei laureati in chimica trova lavoro entro tre anni dalla laurea e, di questi, il 95% ha un contatto a tempo indeterminato. Inoltre, nel 2000 in tutta Italia gli immatricolati alle facolt&agrave; di Chimica erano poco pi&ugrave; di mille, oggi ci si &egrave; attestati sui tremila. A ''dare i numeri'' &egrave; Confindustria in occasione dell'annuale appuntamento 'Orientagiovani', occasione per consocere pi&ugrave; da vicino il mondo dell'impresa e per avere indicazioni sulle scelte formative che possono favorire meglio il loro inserimento professionale. Cos&igrave;, in occasione delle celebrazioni dell'Anno Internazionale della Chimica, questa edizione sar&agrave; intitolata proprio ''Tutti pazzi per la chimica''. L'obiettivo &egrave; promuovere i corsi di laurea e le professioni di un settore da cui, secondo Federchimica e Confindustria, non si pu&ograve; prescindere: ''&egrave; uno dei pi&ugrave; grandi settori industriali a livello mondiale e costituisce una base irrinunciabile per lo sviluppo economico del nostro Paese''. L'appuntamento &egrave; per domani mattina a Milano, hangar Bicocca: a condurre la giornata sar&agrave; Enrico Bertolino, mentre le conclusini spetteranno all presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. http://www.diregiovani.it/news/7854-chimica-la-via-che-conduce-al-lavoro.dg]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=630]]></link>
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	<dc:date>2011-10-10T16:32:52+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[ Laurea in chimica: la via che conduce al lavoro]]></title>
	<description><![CDATA[ROMA - La notizia &egrave; di quelle che hanno dell'incredibile, soprattutto oggi in tempi di grande crisi: il 90% dei laureati in chimica trova lavoro entro tre anni dalla laurea e, di questi, il 95% ha un contatto a tempo indeterminato. Inoltre, nel 2000 in tutta Italia gli immatricolati alle facolt&agrave; di Chimica erano poco pi&ugrave; di mille, oggi ci si &egrave; attestati sui tremila. A ''dare i numeri'' &egrave; Confindustria in occasione dell'annuale appuntamento 'Orientagiovani', occasione per consocere pi&ugrave; da vicino il mondo dell'impresa e per avere indicazioni sulle scelte formative che possono favorire meglio il loro inserimento professionale. Cos&igrave;, in occasione delle celebrazioni dell'Anno Internazionale della Chimica, questa edizione sar&agrave; intitolata proprio ''Tutti pazzi per la chimica''. L'obiettivo &egrave; promuovere i corsi di laurea e le professioni di un settore da cui, secondo Federchimica e Confindustria, non si pu&ograve; prescindere: ''&egrave; uno dei pi&ugrave; grandi settori industriali a livello mondiale e costituisce una base irrinunciabile per lo sviluppo economico del nostro Paese''. L'appuntamento &egrave; per domani mattina a Milano, hangar Bicocca: a condurre la giornata sar&agrave; Enrico Bertolino, mentre le conclusini spetteranno all presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. http://www.diregiovani.it/news/7854-chimica-la-via-che-conduce-al-lavoro.dg]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=629]]></link>
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	<dc:date>2011-10-10T16:32:52+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Capo D'Orlando Incentivi comunali per la pratica sportiva dei giovani]]></title>
	<description><![CDATA[A Capo d’Orlando i ragazzi fino a 18 anni appartenenti a nuclei familiari a basso reddito, potranno svolgere attivit&agrave; sportiva gratuita. Questo quanto ha disposto il Sindaco Enzo Sindoni che ha inoltre previsto l’utilizzo gratuito degli impianti sportivi comunali, soltanto per le societ&agrave; che svolgono attivit&agrave; giovanile e che garantiscono la pratica gratuita a chi rientra nei limiti di reddito.
“Il nostro intervento non &egrave; per&ograve; limitato alle sole strutture pubbliche – ha dichiarato il Sindaco Enzo Sindoni – invitiamo infatti anche le palestre a sottoscrivere il protocollo con il quale viene garantita l’attivit&agrave; sportiva gratuita alle famiglie a basso reddito. Mentre alle societ&agrave; che utilizzano i nostri impianti sportivi garantiremo l’accesso gratuito negli stessi, ai titolari delle palestre assicureremo il pagamento del 50% della retta mensile”.
Queste le fasce di reddito che consentono l’accesso alle predette agevolazioni sono le seguenti:
1.    nucleo familiare 2 persone &euro; 15.000,00;
2.    nucleo familiare 3 persone &euro; 18.500,00;
3.    nucleo familiare 4 persone &euro; 21.500,00;
4.    nucleo familiare 5 persone &euro; 24.000,00.
Responsabile del procedimento &egrave; il Geom. Giuseppe Munaf&ograve;, ufficio impianti e promozione sportiva tel. 0941915222.
http://www.comune.capodorlando.me.it/]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=628]]></link>
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	<dc:date>2011-09-30T16:29:49+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il Sud non è un paese per giovani]]></title>
	<description><![CDATA[Il Sud non &egrave; un paese per giovani. Perch&eacute; non c'&egrave; lavoro, non si produce ricchezza ed &egrave; in corso un progressivo abbandono delle attivit&agrave; industriali. Fattori che continuano a favorire la storica emigrazione verso le zone pi&ugrave; benestanti al Nord e che scoraggiano la creazione di nuovi nuclei familiari. L'analisi &egrave; quella dello Svimez, l'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno, che ieri ha presentato il suo rapporto annuale. E i dati sono disarmanti perch&eacute; fotografano un'Italia spaccata a met&agrave;, in cui i Governi non sono ancora riusciti ad unificare economicamente le regioni Meridionali con quelle del Nord.


Il Sud &egrave; in recessione – spiega il rapporto – continua a crescere meno del resto del Paese e ha un tasso di disoccupazione giovanile (prendendo come riferimento la fascia di et&agrave; che va dai 15 ai 34 anni) del 25 per cento. In pratica uno su tre non ha un'occupazione. La colpa &egrave; anche della crisi che ha investito in questi anni tutto il mondo ma l'Italia, guardando al futuro, ha previsioni di crescita meno positive di quelle di altri Paesi. Secondo le stime realizzate dallo Svimez, quest'anno il nostro Pil dovrebbe far registrare un incremento dello 0,6 per cento, inferiore ai valori previsti dal Fondo Monetario per gli altri paesi europei: + 2,7% la Germania, + 1,7% la Francia, +0,8% la Spagna. Ma all'interno di questa crescita lo squilibrio tra «le due Italie» &egrave; inquietante: il Sud avr&agrave; un tasso di crescita dello 0,1%, il centro-nord dello 0,8%. Per le nostre Regioni meridionali si tratta del secondo anno di stagnazione, dopo il forte calo nel biennio 2008-2009. Tutte le regioni meridionali presentano valori inferiori al dato nazionale e oscillano tra un minimo del -0,1% della Calabria e un massimo del +0,5% di Basilicata e Abruzzo. Molise e Campania segnano +0,1%, la Puglia +0,3%, Sicilia e Sardegna sono ferme. «Questo processo di declino – scrive lo Svimez – potr&agrave; essere interrotto solo con una adeguata domanda privata e pubblica capace di favorire una ripresa della produzione e un aumento di posti di lavoro stabili. Il rischio altrimenti &egrave; che la perdita di tessuto produttivo diventi permanente».

 
Il rapporto, infatti, per quanto riguarda l'occupazione, racconta che tra il 2008 e il 2010 delle 533 mila unit&agrave; lavoro perse in Italia ben 281 mila sono nel Mezzogiorno. E in questa area pesa in maniera determinante il calo fortissimo dell'occupazione industriale (-5,5%). Tra le Regioni pi&ugrave; penalizzate la Sicilia (-8,1%), la Calabria (-6.9%) e la Campania (-6,1%). L'unica eccezione &egrave; il Molise (+3,7%) ma solo perch&eacute; c'&egrave; stato un massiccio ricorso alla cassa integrazione. In calo anche i servizi (-0,4%) con la sola eccezione della Sardegna che invece cresce (+3,1%). L'unico settore in cui sale la domanda di lavoro nel Meridione &egrave; l'agricoltura (+2%), con un forte boom in Calabria e in Abruzzo, dove si registra addirittura un +10 per cento. Ma ancora pi&ugrave; preoccupante &egrave; il fenomeno che lo Svimez definisce «tsunami demografico»: «Da un'area giovane e ricca di menti e di braccia – &egrave; scritto nel rapporto – il Mezzogiorno si trasformer&agrave; nel corso del prossimo quarantennio in un'area spopolata, anziana ed economicamente sempre pi&ugrave; dipendente dal resto del Paese». I dati: nel 2050 gli under 30 al Sud passeranno dagli attuali 7 milioni a meno di 5, mentre nel Centro-Nord saranno sopra gli 11 milioni. La quota di over 75 sulla popolazione complessiva passer&agrave; al Sud dall'attuale 8,3% al 18,4% tra 40 anni, superando il resto dell'Italia dove si fermer&agrave; al 16,5 per cento. L'unica ricetta per fa ripartire il nostro Mezzogiorno, secondo lo Svimez, &egrave; quello di provare a realizzare «grandi infrastrutture di trasporti, per colmare i deficit infrastrutturali dello sviluppo logistico, potenziando i nodi di scambio e intermodali e le iniziative di sviluppo produttivo collegate, per sfruttare le potenzialit&agrave; del Mezzogiorno nel Mediterraneo». Gli investimenti dovrebbero ammontare a 60,7 miliardi e oltre ai 18 miliardi gi&agrave; disponibili sarebbero necessari altri 42,3 miliardi, da dedicare al potenziamento dell'Autostrada Salerno-Reggio Calabria e della Statale «Jonica», alla realizzazione di nuove tratte interne alla Sicilia, all'estensione dell'Alta Capacit&agrave; (se non dell'Alta Velocit&agrave;) nel tratto ferroviario Salerno-Reggio Calabria-Palermo-Catania e il nuovo asse ferroviario Napoli-Bari, e il Ponte sullo Stretto. Inoltre Svimez invita a puntare sulla produzione di energia da fonti rinnovabili (gi&agrave; oggi il 98% dell'energia eolica viene prodotta nel Mezzogiorno) e sulla geotermia.

 
Purtroppo per&ograve;, fino ad oggi, gli interventi del Governo non sono stati risolutivi. Le manovre approvate negli ultimi due anni, infatti, non hanno fatto altro che favorire ancora di pi&ugrave; la spaccatura del nostro Paese. Secondo le stime Svimez valgono 6,4 punti di Pil per il Mezzogiorno e 4,8 punti per il Centro-Nord. Gli interventi pesano sul prodotto interno del Meridione per 1,1 punti nel 2011, 3,2 punti nel 2012 e 2,1 nel 2013. «L'impatto della drastica strategia di rientro dal debito si prospetta nei prossimi anni con un duplice differenziato carattere squilibrante – conclude lo Svimez – Si va ad incidere in modo drastico sulle risorse necessarie all'erogazione di servizi essenziali come la sanit&agrave;, l'assistenza sociale, il trasporto pubblico locale e si rischia di deprimere la spesa in conto capitale».
iltempo.it]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=627]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=627</guid>
	<dc:date>2011-09-28T16:55:48+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Crisi, sette giovani italiani su dieci preoccupati. E il 30% andrebbe all'estero]]></title>
	<description><![CDATA[. (Adnkronos) - Il lavoro che non c'&egrave;, la dipendenza dalle famiglie di origine, il rischio concreto che le proprie ambizioni non possano trovare riscontro: queste le motivazioni che disegnano un futuro grigio per i giovani italiani. Sette su 10 appaiono preoccupati per la situazione del Paese, a loro parere destinata a non migliorare nel breve periodo, il 30% &egrave; pronto a trasferirsi all'estero per carcere fortuna. E' un ritratto a tinte scure quello emerso dal sondaggio realizzato dal centro di ricerche Datagiovani e Panel Data su un campione di 600 connazionali tra i 18 e i 35 anni.
I giovani italiani temono di non potersi realizzare professionalmente e di continuare a dipendere da mamma e pap&agrave;. Sono convinti di avere, di fatto, meno possibilit&agrave; dei propri genitori. Valutano la situazione economica grave, con poche vie di uscita. E il 35% &egrave; convinto che il quadro economico italiano sia destinato a peggiorare ulteriormente. Opinioni trasversali alle diverse aree del Paese, sia quelle in cui la disoccupazione giovanile &egrave; storicamente elevata, sia in quelle in cui la crisi ha messo in luce le difficolt&agrave; di creazione di nuovi posti di lavoro.
Poche le prospettive di realizzazione e di crescita professionale, con sei giovani su dieci convinti che non ce la faranno. Lo scetticismo, per&ograve;, si fa pi&ugrave; marcato tra i giovani del Sud, gi&agrave; 'abituati' a dover fare di necessit&agrave; virt&ugrave; per trovare sbocchi occupazionali.
Ma il lavoro, pi&ugrave; in generale, preoccupa i ragazzi da un estremo all'altro del Paese: la met&agrave; degli intervistati ritiene infatti che la propria generazione abbia a disposizione meno opportunit&agrave; delle precedenti. Non deve stupire dunque il dato emerso dal sondaggio riguardo alla disponibilit&agrave; di trasferirsi all'estero avendone le possibilit&agrave;: tre giovani su dieci sono convinti di poter trovare fuori dall'Italia pi&ugrave; opportunit&agrave; di lavoro, pi&ugrave; spazio per le nuove generazioni e in generale un ambiente e una qualit&agrave; di vita migliori.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=626]]></link>
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	<dc:date>2011-09-17T10:29:51+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Allarme precariato giovanile in Italia]]></title>
	<description><![CDATA[ Nel “Bel Paese” il 27% dei giovani tra i 15 e i 24 anni &egrave; disoccupato e il 46,7% dei giovani che lavora ha, per&ograve;, un impiego temporaneo. È quanto emerge dall’Employment Outlook dell’Ocse, basato sui dati di fine 2010.l contratto precario &egrave; una costante e la percentuale dei giovani lavoratori precari &egrave; aumentata di 9 punti dal 2007. Se si prende ad esempio il dato del 1994 (16,7%), vediamo come la percentuale dei giovani tra i 15 ed i 24 anni con un impiego temporaneo &egrave; aumentata notevolmente. Non solo il lavoro &egrave; precario, ma anche i salari non sono paragonabili alla media dell’Eurozona. Il salario medio italiano &egrave; pari a 36.773 dollari, inferiore a Francia (46.365 dollari), Germania (43.352 dollari) e Gran Bretagna (47.645 dollari). Per non parlare poi del salario record svizzero pari a 80.153 dollari. L’organizzazione parigina ha sottolineato i problemi relativi al sistema di welfare italiano che “gioca un ruolo minore nel proteggere le famiglie contro le conseguenze di grandi contrazioni del reddito da lavoro” rispetto ad altri Paesi dell’Ocse. E ci&ograve; &egrave; causato dalla “limitata azione di assorbimento degli shock operata dagli ammortizzatori sociali” che ha portato ad una conseguenza ben precisa: “lo shock negativo sui redditi da lavoro subito da non pochi italiani durante la crisi si &egrave; probabilmente tradotto in un aumento del rischio di povert&agrave; e di difficolt&agrave; finanziarie”. Cresce quindi in maniera esponenziale il rischio di povert&agrave; e dilaga la disoccupazione tanto che il 2012, a quanto calcola il Centro studi di Confindustria, terminer&agrave; con 729.000 unit&agrave; di lavoro in meno rispetto al 2007. L’Ocse fotografa, quindi, la nostra realt&agrave;: “il mercato del lavoro italiano sta diventando pi&ugrave; segmentato, con lavoratori in et&agrave; matura in impieghi stabili e protetti e molti giovani senz’altro sbocco immediato che posti pi&ugrave; precari”. Descrizione perfetta, ma certo non &egrave; necessario il monito dell’Ocse per accorgersi di come, in ogni campo, siano presenti anziani lavoratori prossimi alla pensione attaccati alle loro comode poltrone e giovani laureati in medicina che non trovano altro posto di lavoro che non quello di un precario impiego come operatore ecologico (ovviamente con tutto il rispetto per qualsiasi tipo di impiego). “Fasi prolungate di disoccupazione sono particolarmente penalizzanti, perch&eacute; aumentano il rischio di una marginalizzazione permanente dal mercato del lavoro, come risultato del deprezzamento delle abilit&agrave; e della perdita di autostima e motivazione”. Nella vana speranza di un adeguamento nazionale al monito dell’Ocse, continuiamo con i nostri precari lavori in attesa di quel tanto agognato “tempo indeterminato”. Filomena Maria Fittipaldi http://www.infooggi.it/articolo/allarme-precariato-giovanile-in-italia/17617/]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=625]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=625</guid>
	<dc:date>2011-09-17T10:28:26+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Ue, oltre 5 milioni di giovani senza lavoro]]></title>
	<description><![CDATA[MILANO - Nel mese di luglio la disoccupazione dei giovani con meno di 25 anni nella zona dell'euro &egrave; stata pari al 20,5% e nell'Unione europea al 20,7%. In tutta l'Ue sono 5 milioni e 115 mila i giovani senza lavoro di cui 3,143 milioni in Eurolandia. A comunicarlo Eurostat, l'ufficio europeo di statistica. La Spagna con il 46,2% resta il paese con il tasso pi&ugrave; elevato, seguito dalla Grecia (38,5% nel primo trimestre 2011). Per l'Italia Eurostat indica un tasso del 27,6%. Il tasso pi&ugrave; basso di giovani disoccupati &egrave; stato osservato invece in Olanda (7,5%) e in Austria (7,8%).

INFLAZIONE - Stabile ad agosto invece il tasso di inflazione annuale nell'eurozona. Secondo la stima flash diffusa da Eurostat (e poi confermata dall'Istat), per il mese che sta per concludersi l'aumento dei prezzi sar&agrave; del 2,5%, invariato rispetto al dato di luglio. La crescita dell'inflazione ad agosto (+2,8% i prezzi a fronte del 2,7% di luglio) &egrave; stata trainata dall'andamento dei beni energetici non regolamentati e dai servizi relativi ai trasporti. I prezzi dei beni energetici non regolamentati (carburanti e gasolio per riscaldamento) sono cresciuti dello 0,9% su luglio e del 15,5% su agosto 2010. La benzina in particolare ad agosto &egrave; aumentata dell'1,1% congiunturale e del 16% rispetto ad agosto 2010. Un impatto significativo sull'andamento complessivo dei prezzi &egrave; stato dato anche dai servizi relativi ai trasporti con un aumento dei prezzi del 2,5% rispetto a luglio e del 5,7% rispetto ad agosto 2010.

Redazione Online
31 agosto 2011 12:30
http://www.corriere.it/economia/11_agosto_31/disoccupazione-inflazione-eurostat_c73454ba-d3b7-11e0-85ce-5b24304f1c1c.shtml]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=624]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=624</guid>
	<dc:date>2011-08-31T17:44:15+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
	</channel></rss>
