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<title>Capo d'Orlando Giovani - Notizie e approfondimenti su Giovani e Società</title><link>http://www.nuovafamiglia.org/dblog/</link>
<description>Capo d'Orlando Giovani - Notizie e approfondimenti su Giovani e Società</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[In Italia 1 giovane su 4 è senza lavoro]]></title>
	<description><![CDATA[
Oltre un giovane su quattro in Italia &egrave; disoccupato: secondo l'Istat, il tasso di disoccupazione giovanile, cio&egrave; di coloro che hanno un’et&agrave; compresa tra 15 e 24 anni, &egrave; salito infatti al 26,8%. A luglio 2009 era del 25,7%, &egrave; stato quindi registrato in un anno un aumento di 1,1 punti percentuali. Rispetto a giugno scorso, invece, c’&egrave; stata una riduzione di 0,6 punti percentuali.

Il tasso di disoccupazione maschile &egrave; uguale al 7,5%, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto a giugno e in aumento rispetto a luglio 2009 (0,5 punti percentuali). Il tasso di disoccupazione femminile &egrave; pari al 9,7%, in aumento sia rispetto a giugno (0,1 punti percentuali), sia rispetto al mese di luglio 2009 (0,5 punti percentuali).

EUROZONA. La disoccupazione dell’eurozona a luglio &egrave; rimasta stabile al 10%, confermando il dato di giugno. È il dato destagionalizzato diffuso da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea. Nel luglio 2009 la disoccupazione era pari al 9,6%. Per l’Italia il dato di luglio 2010 &egrave; pari all’8,4%, in lieve diminuzione rispetto all’8,5% di giugno ma superiore al 7,9% del luglio 2009. Il dato italiano, per&ograve;, avverte Eurostat, deve essere considerato provvisorio. 

Anche per l’Ue a 27 stati membri, a luglio la disoccupazione &egrave; rimasta stabile rispetto al mese precedente al 9,6%. Era al 9,1% un anno fa. Eurostat stima i disoccupati nell’Ue a luglio in 23,05 milioni di cui 15,83 nell’eurozona, con un calo rispetto a giugno di 45.000 unit&agrave; nell’Ue-27 e di 8.000 unit&agrave; nell’eurozona. Rispetto a luglio del 2009 l’aumento &egrave; stato di 1,10 milioni nell’Ue-27 di cui 0,66 milioni nell’eurozona. Tra gli stati membri, il tasso di disoccupazione pi&ugrave; basso &egrave; stato registrato in Austria (3,8%) e Olanda (4,4%), mentre il pi&ugrave; alto in Spagna (20,3%), Lettonia (20,1%) ed Estonia (18,6%).
lastampa.it]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=563]]></link>
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	<dc:date>2010-08-31T17:28:27+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Non è un paese per giovani imprenditori (tranne al sud)]]></title>
	<description><![CDATA[Molto interessanti i dati forniti oggi da UnionCamere. Ci dicono che i giovani che fanno gli imprenditori sono sempre di meno e sono sempre pi&ugrave; numerosi quelli molto anziani. In buona sostanza, l’associazione che raccoglie le camere di commercio di tutta Italia ha contabilizzato per fasce di et&agrave; tutti i titolari di imprese individuali tra il giugno del 2002 e il giugno dell’anno in corso. E cosa hanno scoperto? Nell’arco di 8 anni, coloro che hanno intrapreso una attivit&agrave; al di sotto dei 30 anni sono scesi del 23%. Ora rappresentano soltanto il 6,3% del totale, mentre nel giugno del 2002 erano l’8,1%. All’opposto, il numero di imprenditori con pi&ugrave; di 70 anni &egrave; salito al 9,2%, contro l’8,5% di otto anni fa.


Il problema &egrave; che – per mancanza di possibilit&agrave;, coraggio, stimoli – il numero di under 30 che aprono una attivit&agrave; &egrave; crollato: gli oltre 65mila giovani che mancano all’appello nelle camere di commercio rappresentano il 90% delle cancellazioni di imprese individuali. Un dato che potrebbe anche significare – tra le altre cose – che i giovani “costretti” a lavori a tempo determinato, flessibile, precario non aprono nemmeno pi&ugrave; una partita Iva, da tanto cve guadagnano poco, oppure lavorano in nero. Unioncamere ha dato una sua spiegazione di quanto accaduto: l’et&agrave; media della popolazione avanza, pi&ugrave; che i padri sono ormai i nonni che rimangono a  capo dell’azienda pi&ugrave; a lungo e i tempi di uscita dall’universit&agrave; si allungano.

Ma l’indagine offre anche un altro dato su cui riflettere e che sembra confermare la crisi del nord-est operoso e fa ben sperare perch&eacute; ci si un futuro per il Sud: la concentrazione maggiore dei titolari di imprese under 30 si trova nelle regioni meridionali, in particolare in Calabria (8,6%), Campania (8,2%) e Piemonte (12,6%). Infine, la classifica delle regioni che offrono la maggiore concentrazione di giovani imprenditori under 30 tra gli immigrati: al primo posto ancora la Calabria (15,8%), poi Toscana (13,6%) e Piemonte (12,6%).
Repubblica.it]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=562]]></link>
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	<dc:date>2010-08-24T17:42:04+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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	<title><![CDATA[NON AVERE AMICI E' DANNOSO COME FUMARE O BERE]]></title>
	<description><![CDATA[(AGI) - Washington, 28 lug. - Non avere amici e' pericoloso per la salute esattamente come fumare, essere obesi o eccedere nell'alcol. Lo rivela uno studio di scienziati statunitensi pubblicato nel sito on-line della rivista PLoS Medicine. Le persone con saldi legami sociali hanno il 50 per cento in meno di probabilita' di morire piuttosto che quelle solitarie, sostengono i ricercatori della Brigham Young University, in Utah; e tuttavia l'isolamento e' un piaga crescente nel mondo industrializzato, per cui i ricercatori sostengono che i politici dovrebbero aiutare la gente a incrementare i propri rapporti sociali, proprio nell'ambito delle politiche di salute pubblica. Studi precedenti avevano tra l'altro dimostrato che le persone con minori relazioni sociali muoiono prima di quelli che si relazionano con molti amici, conoscenti o famigliari. Stavolta gli studiosi hanno analizzato 148 studi precedenti che fornivano dati sulla mortalita' degli individui in rapporto alle loro relazioni sociali, con dati relativi a oltre 308mila individui, seguiti per una media di 7 anni e mezzo. "La mancanza di relazioni sociali e' l'equivalente di fumare 15 sigarette al giorno", assicura la psicologa Julianne Holt Lunstad, che ha guidato lo studio. Sulla morte prematura le relazioni sociali hanno un impatto maggiore che prendere farmaci per la pressione alta e molto piu' che l'inquinamento; avere un basso livello di interazione equivale ad essere un alcolizzato ed e' due volte piu' dannoso che l'obesita'. "Non voglio certamente sminuire questi altri rischi, che sono fattori naturalmente molto importanti", ha aggiunto la Holt-Lunstad, "ma dobbiamo cominciare a prendere le relazioni sociali molto su serio". . 
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=561]]></link>
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	<dc:date>2010-07-29T17:33:45+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
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	<title><![CDATA[Guida al viaggio in inter-rail per l'estate 2010]]></title>
	<description><![CDATA[Dal 1972, quando venne messe in vendita per la prima volta, il biglietto inter-rail ha affascinato generazioni di giovani. In questo articolo troverete tutte le informazioni e i link fondamentali per organizzare nel migliore dei modi il vostro viaggio. Andiamo insieme alla scoperta del mitico ''inter-rail''. PERCHE' SCEGLIERE L'INTER-RAIL? La libert&agrave; assoluta, un treno che va e tutta l'Europa davanti a voi da vivere e scoprire. Sono quasi 40 anni che l'inter-rail &egrave; un'icona del ''viaggio libero''. Cosa c'&egrave; di pi&ugrave; bello di visitare citt&agrave; sconosciute, dormire negli ostelli della giovent&ugrave;, conoscere tanti nuovi amici, migliorare la conoscenza delle lingue straniere? L'inter-rail &egrave; scelto ancora ogni anno da migliaia di ragazzi per andare alla scoperta dell'Europa. COME FUNZIONA IL BIGLIETTO INTER-RAIL? L'Inter-Rail &egrave; un biglietto ferroviario che consente la libera circolazione all'interno del Paese (o dei Paesi) per cui &egrave; stato emesso. Il biglietto ha validit&agrave; da un giorno stabilito da chi lo compra e non dalla data d'acquisto. La data di inizio di validit&agrave; del biglietto &egrave; scelta liberamente dal viaggiatore, purch&eacute; non sia posteriore di 3 mesi alla data di acquisto. Nonostante i treni ad alta velocit&agrave; richiedano quasi sempre prenotazioni e/o supplementi, si possono tranquillamente evitare questi costi aggiuntivi scegliendo percorsi alternativi che prevedono l'utilizzo di treni regionali. Certo, sono pi&ugrave; lenti, ma potete risparmiare un bel po' di euro. Link: sito ufficiale dell'inter-rail. QUALI PAESI VISITARE? L'unico limite &egrave; la fantasia (e il portafogli!) C'&egrave; chi decide di visitare gli splendidi paesaggi della Scandinavia, chi preferisce le capitali dell'Europa Centrale, chi non vuole perdersi per nessun motivo al mondo Parigi e Amsterdam, chi va a godersi il sole della Spagna. Certo, se volete spendere meno ed evitare la classica ressa turistica estiva i posti che possono fare per voi sono le localit&agrave; relativamente poco note. Se cercate posti di mare per dei giorni di puro relax potete provare la costa mediterranea della Croazia e la costa bulgara del Mar Nero. Sono poco frequentate ma il divertimento &egrave; assicurato. In linea generale, si pu&ograve; dire che il Nord Europa &egrave; molto pi&ugrave; caro (cibo, trasporti urbani, ostelli) dell'Europa dell'Est. La community italiana di inter-rail.it ha scritto delle guide davvero ricche di informazioni e consigli per chi sta organizzando il suo viaggio. Davvero imperdibili. Guide ai paesi dell'inter-rail. DOVE DORMIRE IN INTER-RAIL? La scelta pi&ugrave; comune &egrave; quella di dormire negli ostelli, ce ne sono in tutte le citt&agrave;, anche quelle di piccole e medie dimensioni. Se avete in programma di dormire negli Ostelli della Giovent&ugrave; potete fare la Carta Internazionale degli ostelli ( &egrave; emessa in Italia dall'Associazione Italiana Alberghi per la Giovent&ugrave;). Costa 3 euro e permette di avere un sconto sensibile in 200 ostelli in tutta Europa. Inoltre garantisce sconti su autobus e treni. L'unica nota da prendere in considerazione &egrave; che gli ostelli affiliati all'associazione non sempre si trovano proprio in centro citt&agrave;. Per scoprire i dettagli della carta vai su www.aighostels.com. Un'altra rete di ostelli della giovent&ugrave; molto diffusa (in Europa sono 500) &egrave; quella della VIP. La tessera VIP Backpackers costa 21&euro; circa e vi far&agrave; risparmiare il 5% per ogni notte di soggiorno. Informazioni su www.vipbackpackers.com. Un'altra idea, ancora pi&ugrave; economica, &egrave; quella di andare a domire in campeggio. Se siete un gruppo di amici, potete portare la tenda a turno, ormai sono sempre pi&ugrave; leggere e veloci da montare e smontare. Un probabile svantaggio &egrave; la lontananza delle zone adibite a campeggio dalle stazioni ferroviarie. Ma se andate in Norvegia, Finlandia e Svezia sar&agrave; uno spettacolo! L&igrave; &egrave; infatti consentito campeggiare liberamente nella natura, rispettando alcune semplici regole. QUALE BIGLIETTO PER IL TUO INTER-RAIL? Ci sono 2 tipi di Inter-Rail: Inter-Rail YOUTH (per tutti quelli che hanno meno di 26 anni) e Inter-Rail ADULT (per chi ha 26 anni o pi&ugrave;). L'unica differenza sta nel prezzo. Chiunque pu&ograve; viaggiare con un pass IR. Per i giovani fino a 26 c'&egrave; un'offerta dedicata esclusivamente a loro (Inter-Rail Youth), di sola 2a classe, a prezzi particolarmente vantaggiosi. Il Pass per adulti &egrave; invece sia di 1a che di 2a classe. Nell'offerta esistono due tipologie principali di Inter-Rail: il Pass Globale e il One Country Pass. Il pass globale, come dice il nome, &egrave; valido per tutte le nazioni che aderiscono all'Inter-Rail, ossia: Francia, Germania, Gran Bretagna, Norvegia, Svezia, Austria, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Finlandia, Grecia, Irlanda, Italia, Spagna, Svizzera,Croazia, Danimarca, Grecia, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Bulgaria, Repubblica Ceca, Macedonia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Turchia, Bosnia. Contrariamente a prima, quindi, non esistono pi&ugrave; le zone. Il Global pass si suddivide in un'altra categoria a seconda della durata del vostro viaggio : Pass Global Flexi con durata di 10 giorni in cui solo 5, di quei giorni, possono essere utilizzati per viaggiare opuure validit&agrave; di 22 giorni in cui solo 10 disponibili per spostarsi. Il Global Pass Continuo invece, ha una durata di 15 , 22 o 30 giorni di seguito e permette di viaggiare in tutti i giorni di validit&agrave;. Il Pass One Country &egrave; invece valido solo per un paese. Se avete in programma di fare un giro che toccher&agrave; pi&ugrave; di un paese vi conviene fare il pass globale, ma se il tempo a disposizione &egrave; poco e i soldi scarseggiano, una bella idea pu&ograve; essere quella di andare alla scoperta di un paese solo, ma visitarlo per bene. Informazioni dettagliate su tipologie e prezzi del biglietto inter-rail. DOVE SI ACQUISTA IL BIGLIETTO INTER-RAIL? Il biglietto di acquista in tutte le principali stazioni FS e nelle agenzie viaggi abilitate ed &egrave; anche possibile acquistarlo online tramite il sito ufficiale. 
Roberta Iannello]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=560]]></link>
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	<dc:date>2010-07-26T17:11:15+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Si allarga il consumo di droghe legali Meloni: informare i giovani sui rischi]]></title>
	<description><![CDATA[Identificate sei nuove sostanze:
si acquistano con facilit&agrave; sul web
«Allarme giovani, ma diffusione
anche tra moltissimi 40-50enni»

Si potenzia il mercato delle "droghe furbe" e anche i loro effetti. Sei nuove "smart drug", infatti, sono state individuate e analizzate dall’Osservatorio Fumo Alcol e Droga dell’Istituto superiore di sanit&agrave; (Iss) che ha pubblicato, in collaborazione con il ministro della Giovent&ugrave;, la seconda edizione del volume sulle "smart drug" aggiornando le conoscenze scientifiche e gli effetti sulla salute di prodotti vegetali. Una ricerca che mette in evidenza come non solo i giovanissimi ma anche i 40-50enni cercano lo "sballo" facile, attratti soprattutto dal "viagra" naturale. E come il web sia la "piazza" principale dove si reperiscono queste sostanze. 

Quello delle "smart drug" &egrave; un fenomeno in continua evoluzione: il nome indica una serie di composti di origine naturale (vegetale) o sintetica che assicurano effetti eccitanti o di altro tipo pur rimanendo nella legalit&agrave;. Un quadro che per&ograve; si trasforma continuamente. Negli ultimi 5 anni si &egrave; modificato l’uso e il consumo di queste sostanze, il cui numero &egrave; cresciuto cos&igrave; come sono aumentate le informazioni scientifiche sulla loro tossicit&agrave;, in particolare se vengono assunte da giovani il cui sistema nervoso centrale non ha ancora completato il suo sviluppo, col rischio di alterazioni cognitive, emotive e comportamentali che possono condizionare l’intera vita. 

Le sei nuove sostanze identificate sono: Argemone mexicana, Brugmansia arborea, Datura stramonium, Muira puama, Piper methysticum, Turnera aphrodisiaca. Il lavoro dei ricercatori, coordinati per 4 anni da Simona Pichini dell’Iss &egrave; consistito prima di tutto nel reperire le poche notizie disponibili su queste sostanze, spesso pubblicate in riviste o libri a diffusione limitata. Smart drug e spice sono «sostanze facili da reperire - dice Pichini - si vendono sul web, con l’e-commerce una bustina costa 25 euro e pu&ograve; essere usata per 3-4 volte. I consumatori non sono soltanto giovani in cerca dello sballo ma anche adulti 40-50enni che voglio provare un "viagra naturale"». 

«È importante informare i giovani sui rischi connessi all’utilizzo delle smart drugs, troppo spesso considerate una facile scorciatoia per ottenere risultati pi&ugrave; brillanti nello studio, o migliori prestazioni sui campi sportivi - commenta il ministro della Giovent&ugrave;, Giorgia Meloni - La consapevolezza &egrave; l’arma migliore per fare prevenzione e il messaggio che intendiamo lanciare &egrave; semplice e immediato: non esistono erbe, pillole o cocktail energetici dai poteri straordinari, e soprattutto non esiste nulla che diventi pi&ugrave; facile grazie alle droghe. Anzi - conclude - cercare di percorrere questo genere di scorciatoia ha come unica conseguenza certa quella di mettere a repentaglio la propria salute».

Il volume dell’Iss dedica l’ultima parte del libro proprio alle spice, miscele di smart drug all’interno delle quali sono stati identificati cannabinoidi sintetici, sostanze che hanno effetti simili al fumo della cannabis. I pi&ugrave; frequenti sono quelli a carico dell’apparato cardiovascolare (tachicardia, extrasistole), respiratorio e nervoso centrale: allucinazioni visive, psicosi, paranoie. «Il volume sulle droghe furbe - spiega il presidente dell’Iss Enrico Garaci - si pone come prezioso strumento per facilitare l’intervento degli operatori e fornire tutte le conoscenze possibili su questo fenomeno in evoluzione. Nuove schede con l’identificazione e la descrizione delle sei nuove sostanze si aggiungono, infatti, alle altre 25 gi&agrave; conosciute e catalogate nel libro realizzato nel 2005 e ampliato anche con un nuovo capitolo sulle cosiddette Spice». 

Secondo Garaci «l’azione congiunta dell’Iss, del ministro della Giovent&ugrave; e dei Nas ha lo scopo di permettere ai laboratoristi di riconoscere queste sostanze, ai clinici di intervenire in caso di intossicazione, al legislatori di intervenire per bloccarne la produzione e diffusione, e al giovane di essere informato sul pericolo di questi prodotti» . Il volume completo &egrave; disponibile online sul sito dell’Osservatorio Fumo Alcol e Droga dell’Iss. Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, sentito il parere del Consiglio di Sanit&agrave; e del Dipartimento delle Politiche Antidroga, ha inserito alcuni di questi cannabinoidi sintetici nelle tabelle delle sostanze stupefacenti con un decreto del 16 giugno 2010.
lastampa.it]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=559]]></link>
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	<dc:date>2010-07-22T18:53:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[LAVORO: CNEL, PER I GIOVANI RISCHIO DISOCCUPAZIONE TRIPLO]]></title>
	<description><![CDATA[Per i giovani attivi nel mercato del lavoro in Italia il rischio di essere disoccupati e' triplo rispetto a quello di persone piu' anziane. A lanciare l'allarme sulla disoccuopazione giovanile e' il Cnel nel 'Rapporto sul mercato del lavoro 2009-2010'. La maggiore probabilita' di essere disoccupati, spiega comunque il Cnel, caratterizza i giovani di tutta Europa, e non solo quelli italiani. Il tasso di disoccupazione giovanile e', in tutti i paesi dell'Unione Europea, decisamente piu' alto di quello riscontrato complessivamente; per l'area euro, il tasso di disoccupazione giovanile (quello osservato per la forza lavoro con meno di 25 anni) e' pari a due volte quello complessivo, e lo stesso si osserva anche in paesi non europei, come gli Stati Uniti o il Giappone. Rispetto alle persone di eta' maggiore (con piu' di 25 anni), il tasso di disoccupazione dei giovani e' piu' che doppio; per la media dei paesi europei, e' pari a 2,3 volte quello dei piu' maturi, e nel nostro paese arriva a essere pari a 3 volte quello osservato per il complesso delle persone con eta' compresa tra i 25 e i 74 anni. Nel rapporto si evidenzia come le nuove forme contrattuali, piu' flessibili, abbiano facilitato l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro: in periodi in cui la domanda di lavoro cresceva, le imprese facevano maggior ricorso a forme flessibili di impiego, dati i costi di licenziamento nettamente inferiori a queste connessi.
  Per coloro che sono entrati nel mercato del lavoro nell'ultimo decennio si sono quindi ridotti i tempi di ricerca prima di poter trovare una prima occupazione. Nel 2009, anno peraltro di crisi, la durata media di ricerca di una prima occupazione per giovani non esperti e' stata di un anno e mezzo. L'altro lato della medaglia e' stato pero' la maggior instabilita' del posto di lavoro. Un numero crescente di giovani ha trovato impiego come lavoratore temporaneo, ovvero con un contratto di lavoro dipendente a tempo determinato oppure con una forma contrattuale indipendente. Tra i giovani occupati con meno di 25 anni, l'incidenza dei dipendenti temporanei e' pari a quattro volte l'incidenza osservata presso gli adulti delle eta' centrali (25-54 anni); in altre parole, un giovane corre un rischio di essere occupato con un contratto a termine pari a quattro volte quello corso da un adulto. La maggior probabilita', rispetto al complesso della forza lavoro, di essere occupati con contratti atipici o temporanei caratterizza peraltro i giovani di tutta europa e non solo quelli italiani. Per il complesso dell'Unione europea, gli occupati temporanei rappresentano poco meno del 14% dei dipendenti totali, ma tale quota sale al 40% considerando solo i giovani. Generalmente, osserva il Cnel, i lavoratori temporanei possono fungere da "cuscinetto" per aggiustare la quantita' di manodopera a seconda delle fluttuazioni della produzione. Questo fenomeno e' stato particolarmente evidente nel corso dei mesi critici della crisi economica che ha colpito l'Italia sul finire del 2008. Una quantificazione del numero di lavoratori impiegati con contratti non standard tra il 2008 e il 2009 mostra infatti una variazione di segno negativo pari a 239 mila unita' in meno tra i lavoratori impiegati nel segmento piu' flessibile del mercato (-8,6%), con flessioni particolarmente consistenti per i collaboratori (che in un anno sono diminuiti del 17%). I temuti effetti negativi legati alla diffusione dei contratti temporanei si sono alla fine effettivamente esplicitati, e i lavoratori con contratti di durata prefissata (data la possibilita' di evitare i costi di licenziamento associati al lavoro permanente) sono stati i primi a pagare le conseguenze occupazionali dell'attuale crisi economica. Per quanto riguarda poi le forme di indennita', riguarda il 38% dei lavoratori a tempo determinato, il 78,9% degli apprendisti, il 50% dei titolari di contratti di formazione e lavoro, e il 47,8% dei lavoratori interinali.
  (AGI) .
  


]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=558]]></link>
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	<dc:date>2010-07-20T17:36:43+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[SCUOLA: ISFOL, 5% GIOVANI 14-17 ANNI FUORI DA PERCORSI FORMAZIONE ]]></title>
	<description><![CDATA[Roma, 19 lug - Ancora consistente anche se apparentemente in leggero calo nel 2008 il numero dei giovani fuori dai percorsi formativi (5% del totale dei 14-17enni) mentre si conferma il successo dei percorsi triennali di istruzione e formazione (Ifp) quali strumenti capaci di recuperare e sostenere i ragazzi a rischio. Queste le prime indicazioni emerse dal ''Rapporto di Monitoraggio del diritto-dovere'' effettuato dall'Isfol, Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, per conto del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e diffuso oggi. La ricerca riguarda le azioni realizzate nel 2008 su tutto il territorio nazionale a favore del successo formativo per i giovani tra i 14 e i 17 anni.

Il dato di partenza dal quale prende le mosse l'intera analisi consiste nel quadro tracciato dall'Isfol sullo stato formativo dei giovani per l'annualita' 2008-2009. Il numero che risalta maggiormente e', ancora una volta, quello dei dispersi, pari ad oltre 117 mila giovani tra i 14 e i 17 anni. Il fenomeno dell'abbandono, pero', non ha la stessa rilevanza lungo tutto il territorio nazionale. Basti pensare che oltre 71mila dei 117 mila dispersi risulta risiedere al sud e nelle isole, in altri termini, oltre un disperso su due. Diversa la situazione al Nord che registra rispettivamente il 4,5% dei dispersi a nord ovest e solo l'1,7% a nord est.
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=557]]></link>
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	<dc:date>2010-07-19T17:51:33+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Sud/ Rapporto Mse: Allarme occupazione, grave situazione giovani]]></title>
	<description><![CDATA[Prosegue il trend negativo della disoccupazione al Sud che registra anche nel primo trimestre 2010 una nuova flessione (-0,4% rispetto al trimestre precedente) a fronte di un moderato incremento (0,3%) del resto dell'Italia. Particolarmente "grave" &egrave; la situazione dei giovani, soprattutto nella fascia d'et&agrave; 15-24 anni, il cui tasso di disoccupazione, a livello nazionale, &egrave; giunto ad aprile al 29,5% con percentuali medie nel 2009 pari al 36% al Sud e al 20,1% al Centro-Nord. E' quanto emerge dal Rapporto annuale 2009 del ministero dello Sviluppo economico sugli interventi nelle aree sottoutilizzate presentato al Parlamento. Tuttavia, il documento sottolinea che nel 2009 "la crisi ha colpito meno pesantemente il sistema produttivo" del Mezzogiorno, con una caduta del Pil relativamente meno accentuata (-4,1% rispetto a -5,3% nel Centro-Nord). Pi&ugrave; marcata al Sud, invece, la caduta dei livelli occupazionali: -3% contro -1,1% nel Centro-Nord. "La costante flessione dell'occupazione al Sud incide - si legge - su un mercato del lavoro strutturalmente debole, a motivo dei bassi tassi di occupazione e di attivit&agrave; femminile e giovanile". Continua anche il fenomeno dei giovani meridionali che abbandonano gli studi. Nel 2009 sono pari al 23%, contro una media nazionale del 19,2% e un obiettivo del 10% da raggiungere entro il 2013). Dinamiche pi&ugrave; positive in Puglia e Sardegna, mentre restano "preoccupanti" le situazioni di Sicilia e Campania. 
Virgilio.it]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=556]]></link>
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	<dc:date>2010-07-15T17:39:24+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[LAVORO: COLDIRETTI, D'ESTATE IN CAMPAGNA C'E' PER 100MILA GIOVANI]]></title>
	<description><![CDATA[(AGI) - Roma, 15 lug. - Il lavoro in campagna durante l'estate c'e' per quasi centomila giovani di eta' compresa tra i 18 ed i 27 anni, necessari nella raccolta di verdura e frutta o nella vendemmia. E' quanto emerge da uno studio divulgato dai giovani della Coldiretti in occasione della finale del concorso'"Oscar Green", il premio per l'innovazione con l' Alto Patronato del Presidente della Repubblica e della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.
  Si tratta di una occasione per giovani disoccupati, ma anche per studenti che vogliono integrare il proprio bilancio poiche' la fine della scuola coincide con il periodo di maggior impiego di lavoro nelle campagne dove iniziano le attivita' di raccolta di verdura e frutta come albicocche, cocomeri o pesche durante l'estate, fino alla vendemmia che si concentra nel mese di settembre, sottolinea la Coldiretti che e' la prima organizzazione datoriale in agricoltura per numero di imprese che assumono manodopera.
  Molto diffusa e' anche la presenza di giovani extracomunitari che - continua la Coldiretti - rappresentano quasi il 15 per cento della popolazione giovanile al lavoro nei campi durante il periodo estivo. Ad approfittare della possibilita' offerta dalle campagne italiane sono soprattutto - precisa la Coldiretti - i giovani nel Mezzogiorno in Puglia (18 per cento), Sicilia (13 per cento), Calabria (12 per cento) e Campania (7 per cento), ma anche quelli del nord come in Emilia Romagna (8 per cento), Veneto (6 per cento), Lombardia (5 per cento), Trentino (5 per cento) e del centro Italia a partire dalla Toscana (6 per cento) e dal Lazio (4 per cento).(AGI) Bru ]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=555]]></link>
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	<dc:date>2010-07-15T17:35:57+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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	<title><![CDATA[I soldi per i giovani non sono sprecati ]]></title>
	<description><![CDATA[Gentile direttore,
non amo polemizzare, amo fare delle cose che ritengo giuste. Soprattutto se i cittadini mi pagano per farlo. Evito quindi di discutere del tono canzonatorio usato da Alessandro De Nicola sul Sole 24 Ore domenica scorsa. Attingere alle canzoni del ventennio fascista, mi porta solo a ritenere che non siano stati trovati argomenti migliori per contestare il Ddl del governo sulle comunit&agrave; giovanili.


 
Prima di tutto, che cosa sono? Scuole o caserme in disuso, beni confiscati alla mafia, edifici privati o pubblici, in cui un'associazione di giovani svolge delle attivit&agrave;. Dal teatro alla musica, dallo sport al volontariato, alle iniziative sociali. In maniera libera, legale e democratica. Anche nelle zone pi&ugrave; degradate del territorio.

Si possono non condividere tali finalit&agrave;, si pu&ograve; ritenere che 12 milioni di euro da assegnare alle comunit&agrave; siano troppi, non si possono affermare cose sbagliate.
Non &egrave; vero il limite di et&agrave; a 35 anni. D'accordo con le Commissioni interessate, abbiamo emendato il termine per l'iscrizione a 30 anni.

È falso che «un comma ambiguo della legge fa s&igrave; che le federazioni giovanili dei partiti possano essere ammesse al registro e quindi beneficiare dei contributi pubblici». Viceversa, all'articolo 2, comma 4, si fa esplicito rimando alla legge sulle associazioni a scopo di promozione sociale, proprio per escludere: i partiti politici, le organizzazioni sindacali.
Non &egrave; vero che vi sia contenuta «una illeggibile norma che stanzia ben 20 milioni di euro retroattivamente». È illeggibile semplicemente perch&eacute; non c'&egrave;.

Non &egrave; giusto dire che saranno i giovani «politicamente pi&ugrave; ammanigliati o conformisti ad accaparrarsi i fondi, vista la discrezionalit&agrave; nel concederli». Al contrario, saranno invece una legge e un bando pubblico a concedere i contributi allocati presso il ministero della Giovent&ugrave;.
Mi permetto di far notare che avrei potuto assegnarli direttamente, senza bisogno di una legge. Ho fatto una scelta diversa: quella di promuovere spazi di aggregazione che sopravvivano a me e a questo governo. Consapevole che non risolveremo il problema del disagio giovanile, ma certamente faremo qualcosa di pi&ugrave; che standocene con le mani in mano. Io ci provo. Poi, soltanto il tempo ci dir&agrave; se quei 12 milioni di euro saranno stati un buon investimento per la collettivit&agrave; oppure soldi buttati.
ministro della Giovent&ugrave;
 Giorgia Meloni 
fonte il sole24ore]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=554]]></link>
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	<dc:date>2010-07-13T17:54:05+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Giovani, in Trentino il lavoro è meno amaro ]]></title>
	<description><![CDATA[Laurea a pieni voti, un master scelto con attenzione e poi lo stage ad aprire le porte del mondo del lavoro: Giulia Rizzi, 24enne di Valdobbiadene (Treviso) sta per realizzare il suo sogno. A settembre uscir&agrave; dall'incertezza del precariato per approdare alla sicurezza del posto fisso. Con un percorso lineare: «Dopo il titolo triennale in pubbliche relazioni e pubblicit&agrave; a fine 2008 - racconta Giulia - ho scelto un master in cultura del cibo e del vino, grazie al quale sono entrata in stage nell'agenzia di comunicazione Community». Nella terra del prosecco, Giulia ha seguito il restyling d'immagine di un'importante cantina e a gennaio 2010, finito il tirocinio, &egrave; rimasta alla sua scrivania con un contratto di collaborazione che sta per "trasformarsi" a tempo indeterminato. Un po' pi&ugrave; a Nord, a Vipiteno, al 24enne Sebastiano Bianco &egrave; bastato il diploma di ragioneria per essere assunto nel 2006 - appena un mese dopo la maturit&agrave; - negli uffici commerciali della Leitner, azienda produttrice di impianti di risalita e mezzi battipista. «Nessuna difficolt&agrave; a trovare lavoro - ammette Sebastiano - e anche in questo periodo il gruppo sta assumendo personale».
A mille chilometri di distanza invece la strada &egrave; piena di buche e tutta in salita per Emanuela Devita, 32enne di Grottaglie (Taranto), una laurea in archeologia a suggellare una passione sbocciata sui banchi del liceo classico. Ci prova da quasi dieci anni a trovare stabilit&agrave;, ma finora sono arrivate solo delusioni. Mesi da precaria per una compagnia assicurativa, incarichi trimestrali in una scuola come assistente di sostegno, guida per un giorno, organizzatrice di congressi: il curriculum di Emanuela &egrave; un susseguirsi di contratti a progetto, ma mai un posto fisso. E ora la decisione di rimettersi a studiare: «A settembre mi iscriver&ograve; a scienze infermieristiche - racconta - l'unico corso che qui offre sbocchi». 
Tre storie che danno colore alle statistiche, calando nella realt&agrave; di tutti i giorni i numeri che tratteggiano l'eterna frattura tra nord e sud del paese sul terreno del lavoro giovanile. Perch&eacute; se &egrave; vero che a livello nazionale il 14% degli under 35 &egrave; disoccupato (il 25% per chi ha meno di 25 anni secondo gli ultimi dati Ocse), il gap tra le regioni &egrave; altissimo: si passa da valori bassi come quelli di Trentino Alto Adige e Veneto (rispettivamente al 5,7% e 7,7%) ad altri drammaticamente elevati, in Sicilia (25,5%), Campania (24,1%) e Sardegna (23,6%). Il Centro di ricerca Datagiovani ha messo a punto per il Sole 24 Ore l'indice di appetibilit&agrave; lavorativa giovanile, che sintetizza la capacit&agrave; delle regioni di essere terreno fertile per l'accesso al mondo del lavoro delle nuove generazioni. Un mix tra tre parametri fondamentali: facilit&agrave; d'inserimento, retribuzione e stabilit&agrave; lavorativa. In vetta alla classifica c'&egrave; il Trentino Alto Adige con oltre 60 punti in pi&ugrave; rispetto alla media, seguito da Veneto (+34,3 punti) ed Emilia Romagna (+32,7). La maglia nera &egrave; per la Sardegna (meno 28,3 punti), tallonata da Calabria, Sicilia e Puglia. «C'&egrave; un dislivello abissale - commenta Emilio Reyneri, ordinario di sociologia alla Bicocca di Milano - nelle barriere all'ingresso». I siciliani faticano quasi cinque volte in pi&ugrave; rispetto ai trentini per strappare un contratto. Per i sardi invece le difficolt&agrave; non stanno solo nel trovare un lavoro, ma anche nel mantenerlo e nell'ottenere una retribuzione adeguata
In vetta alla classifica degli stipendi si conferma il Trentino, forte dei suoi 1.188 euro netti mensili per occupato under 35, ben 136 euro in pi&ugrave; della media nazionale, seguito dalla Liguria, dove i giovani possono contare su un salario di 1.161 euro. In coda sempre le regioni del Sud: qui le nuove generazioni guadagnano l'11,5% in meno rispetto ai coetanei del resto d'Italia. 
L'universo femminile &egrave; penalizzato anche tra gli under 35: il gender pay gap &egrave; del 18%, con sforbiciate che sfiorano un quarto dello stipendio medio nel Mezzogiorno. «Le giovani donne - commenta Maria Luisa Bianco, ordinario di sociologia all'universit&agrave; del Piemonte Orientale - sono esposte ai contratti atipici con un'incidenza doppia rispetto a quella degli uomini, un fenomeno che le penalizza a dispetto dei titoli di studio pi&ugrave; elevati». E proprio nel campo della stabilit&agrave; lavorativa, a livello regionale la garanzia del posto &egrave; pi&ugrave; forte in Lombardia, che collezione la minore percentuale di contratti di lavoro dipendente atipico (22%, contro una media nazionale del 28,2%), mentre i pi&ugrave; instabili sono in Sardegna, Calabria e Puglia (oltre il 34 per cento). 
In questo scenario a tinte fosche non tutto deve essere vissuto come un dramma. «I giovani devono mettersi sul mercato - conclude Pier Luigi Celli, direttore generale della Luiss - con spirito d'intraprendenza, capaci di tradurre in pratica le conoscenze acquisite. Nel Sud poi ci sono filoni interessanti che possono creare occupazione, a partire dal turismo e dalle energie rinnovabili».
&copy; RIPRODUZIONE RISERVATA 

Profondo rosso al Meridione
L'indice di appetibilit&agrave; lavorativa giovanile &egrave; calcolato secondo tre parametri: facilit&agrave; d'inserimento, grado retributivo e stabilit&agrave; lavorativa, riferiti alla popolazione tra i 15 e i 34 anni. Tutte queste misure sono rapportate alla media nazionale, pari a 100. La facilit&agrave; d'inserimento &egrave; il differenziale tra la disoccupazione dei giovani in ogni regione e quella media nazionale. Il grado retributivo &egrave; il rapporto tra retribuzione media in ogni regione e quella media nazionale. La stabilit&agrave; lavorativa &egrave; l'incidenza dei contratti di lavoro stabili sui contratti di lavoro complessivi
ilsole24ore]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=553]]></link>
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	<dc:date>2010-07-12T18:37:39+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Web: Studenti.it, niente vacanze per il 41% degli studenti ]]></title>
	<description><![CDATA[Roma, 12 lug. - (Adnkronos) - E' tempo di vacanze, ma non per tutti. La crisi costringera' molti giovani a rimanere a casa o nel migliore dei casi a ridimensionare drasticamente i progetti per l'estate. Da un'indagine del sito Studenti.it emerge infatti che il 41% dei giovani non fara' le vacanze per mancanza di soldi, mentre il 40% si indirizzera' verso qualcosa di meno costoso rispetto agli anni passati. Solo per il 18% le vacanze non sono messe a rischio dalla crisi. Fra chi organizza una partenza all'insegna del risparmio, gli strumenti piu' diffusi sono i forum sul web, il couchsurfing e il car pooling. Quest'ultimo e' una sorta di autostop organizzato, come spiega un giovane avventuriero: ''Io e due mie amici abbiamo trovato un pasaggio da Firenze a Monaco di Baviera per 35euro! Poi da li' andremo fino in Repubblica Ceca, sempre con l'autostop organizzato. Per il pernottamento abbiamo trovato un ostello a 20 euro a notte piu' colazione!''. 
adnkronos]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=552]]></link>
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	<dc:date>2010-07-12T18:35:36+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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	<title><![CDATA[AL VIA CAMPAGNA 2010 MINISTERO CONTRO IL FUMO]]></title>
	<description><![CDATA[(AGI) - Roma, 8 lug. - "Per la campagna 2010 contro il tabagismo abbiamo deciso di rivolgerci ad un target rappresentato dagli attori dello spot, una classe di terza elementare, perche' bisogna fare prevenzione prima che i ragazzi entrino in contatto con le sostanze d'abuso; dopo e' troppo tardi". Il Ministro della Salute Ferruccio Fazio ha presentato cosi', questa mattina presso il dicastero, lo spot televisivo in onda da domani sulle principali reti televisive a diffusione nazionale, emblema della campagna 2010 contro il tabagismo, 'Io non fumero' mai'. Riconfermato il testimonial 2009 Renato Pozzetto: questa volta vestira' i panni di un maestro che invita i suoi piccoli alunni ad una riflessione critica (ma simpatica) sui danni alla salute provocati dal fumo. "Abbiamo voluto trasmettere questo messaggio sfruttando un linguaggio vivace, allegro, perche' da un sondaggio Internet abbiamo rilevato che questa forma di comunicazione vince su un linguaggio drammatico", ha spiegato nel corso della conferenza stampa il Direttore generale della Comunicazione del Ministero, Daniela Rodorigo. "Inoltre, per questa campagna, abbiamo puntato su uno spot televisivo perche' da recenti dati Censis e' emerso che e' la tv il media che vanta piu' utenti abituali, quindi anche bambini - continua la dottoressa Rodorigo - che possono avviare una riflessione con le famiglie". Una campagna che parla ai giovanissimi e il perche' lo si capisce dai piu' recenti dati a disposizione (Doxa-Iss-Ofad 2010). I fumatori rappresentano il 21,9% nella fascia d'eta' 15 - 24 anni; i maschi sono il 25,3% (e accendono la prima 'bionda' mediamente a 16 anni); le femmine il 18,4% (cominciano mediamente a 17 anni). L'indagine rileva inoltre che in questa fascia d'eta' il 34,5% dei baby fumatori inizia prima dei 15 anni ed il 50,8% tra i 15 e i 17, quindi l'85,3% dei ragazzi si avvicina alle sigarette prima del 18mo anno d'eta', quando ancora frequenta la scuola. "I dati preoccupano molto - ha dichiarato Fazio a margine della conferenza - per questo ci concentreremo sui giovani: abbiamo un tavolo aperto con il Ministro Gelmini per esaminare altre possibili forme di collaborazione e coinvolgimento dei ragazzi", ha aggiunto. "E' una guerra che si puo' vincere, io l'ho fatto 30 anni fa quando ho deciso di smettere - ha affermato Renato Pozzetto - ed oggi ai miei 5 nipoti auguro di rimanere lontano dalla 'sventura fumo'". Nell'ambito della lotta al fumo, il Ministero della Salute e' impegnato, anche con l'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, a definire azioni per limitare l'accesso dei giovani ai prodotti del tabacco, tra i quali si segnala il costante aumento delle vendite del tabacco trinciato (per le cosidette sigarette 'fai da te'), piu' che raddoppiate (+ 139%) dal 2004, ed aumentate ulteriormente nel 2009 (+26%). Questo tipo di tabacco, che rappresenta l'1,7% del mercato, ha un costo inferiore rispetto alle sigarette ed e' quindi molto 'appetibile' per i consumatori piu' giovani.
  .
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=551]]></link>
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	<dc:date>2010-07-08T17:56:14+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[LAVORO: AL VIA 229 PROGETTI PER I GIOVANI]]></title>
	<description><![CDATA[
PALERMO, 7 lug 2010 (SICILIAE) - Oltre 700 giovani tra i 18 e 30 anni potranno avviare una nuova attivita' imprenditoriale, sviluppare innovative idee progettuali e partecipare a stage o project work nei centri di ricerca, nei poli d'eccellenza, nei dipartimenti universitari e nelle aziende private. Verranno, infatti, finanziati dalla Regione 229 progetti (272 le richieste che erano pervenute) per un valore di poco inferiore quattro milioni di euro. E' stato l'assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro, Lino Leanza, a presentare oggi le iniziative contenute nel bando dell'azione 7 ''Giovani e Lavoro'' dell'Accordo di programma quadro ''Giovani protagonisti di se' e del territorio'' della Regione siciliana. ''E' un'occasione unica - ha detto l'assessore Leanza - perche' consente ai giovani di avere accesso alla vita attiva ed autonoma sfruttando il proprio talento, la creativita' e la capacita' di fare impresa. Siamo particolarmente soddisfatti perche', grazie a questo bando, i ragazzi potranno sperimentare e realizzare idee innovative bloccando quell'emigrazione dei cervelli che spesso ha portato i siciliani a lavorare fuori dalla propria terra. Il nostro vuole essere un segnale forte per dire a chi studia e a chi si e' appena laureato che restando in Sicilia ci sono le possibilita' per crescere insieme''. ''La prossima settimana - ha continuato Leanza - presenteremo il disegno di legge sulle politiche giovanili. Si tratta di un preciso segnale della volonta' della Regione di puntare sui giovani e sulle loro capacita'. Le istituzioni devono dare il proprio contributo per garantire il lavoro, in particolare ai giovani che sono il nostro futuro''. 229 progetti coinvolgono direttamente 555 giovani siciliani (274 ragazzi e 281 ragazze). A regime le persone impegnate dovrebbero essere oltre 700. L'eta' media e' di 25,5 anni, il 50,8% dei giovani e' costituito da laureati, gli altri posseggono il diploma di scuola superiore. Le aree geografiche maggiormente interessate sono le province di Palermo, Catania e Messina ma anche il resto del territorio siciliano risulta uniformemente rappresentato. Gli interventi piu' ''gettonati'' - complessivamente 205 istanze - riguardano la produzione di servizi per i beni culturali e artistici, l'innovazione tecnologica, lo sviluppo sostenibile, e l'erogazione di servizi sociali. Ma sono presenti anche interventi per l'internazionalizzazione delle imprese, per la gestione di servizi urbani e territoriali destinati ai giovani e per i trasporti. In particolare i giovani chiedono alla Regione di aiutarli per realizzare attivita' innovative (89 domande), per avviare nuove imprese (75), partecipare a stage e project work (40) e sviluppare il lavoro autonomo (25 le richieste in questa direzione). La durata media di ogni progetto e' 10,8 mesi mentre il maggior numero di partner esterni e' costituito da imprese (117) ma e' rilevante anche il numero dei Comuni coinvolti (39) e delle Universita' (16). 
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=550]]></link>
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	<dc:date>2010-07-07T18:34:10+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[LAVORO: LEANZA PRESENTA DOMANI INIZIATIVE PER GIOVANI IMPRENDITORI]]></title>
	<description><![CDATA[PALERMO, 6 lug 2010  - Al via 229 progetti per lo start up di attivita' imprenditoriali per i giovani tra i 18 e i 30 anni. Sara' l'assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro, Lino Leanza, a presentare domani, mercoledi' 7 luglio, alle 10.30, le iniziative contenute nel bando dell'azione 7 ''Giovani e Lavoro''  &eacute; dell'Accordo di programma quadro ''Giovani protagonisti di se' e del territorio'' della Regione siciliana. L'appuntamento con la stampa e' fissato nei locali dell'assessorato della Famiglia di viale Trinacria, a Palermo. fg/sl 061237 Lug 10 NNNN (06 Lug 2010) 
ufficio stampa regione Sicilia]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=549]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nuovafamiglia.org/dblog/articolo.asp?articolo=549</guid>
	<dc:date>2010-07-06T17:37:57+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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