\\ Home Page : Articolo : Stampa
I soldi per i giovani non sono sprecati
Di Redazione (del 13/07/2010 @ 17:54:05, in Società, letto 9 volte)
Gentile direttore, non amo polemizzare, amo fare delle cose che ritengo giuste. Soprattutto se i cittadini mi pagano per farlo. Evito quindi di discutere del tono canzonatorio usato da Alessandro De Nicola sul Sole 24 Ore domenica scorsa. Attingere alle canzoni del ventennio fascista, mi porta solo a ritenere che non siano stati trovati argomenti migliori per contestare il Ddl del governo sulle comunità giovanili. Prima di tutto, che cosa sono? Scuole o caserme in disuso, beni confiscati alla mafia, edifici privati o pubblici, in cui un'associazione di giovani svolge delle attività. Dal teatro alla musica, dallo sport al volontariato, alle iniziative sociali. In maniera libera, legale e democratica. Anche nelle zone più degradate del territorio. Si possono non condividere tali finalità, si può ritenere che 12 milioni di euro da assegnare alle comunità siano troppi, non si possono affermare cose sbagliate. Non è vero il limite di età a 35 anni. D'accordo con le Commissioni interessate, abbiamo emendato il termine per l'iscrizione a 30 anni. È falso che «un comma ambiguo della legge fa sì che le federazioni giovanili dei partiti possano essere ammesse al registro e quindi beneficiare dei contributi pubblici». Viceversa, all'articolo 2, comma 4, si fa esplicito rimando alla legge sulle associazioni a scopo di promozione sociale, proprio per escludere: i partiti politici, le organizzazioni sindacali. Non è vero che vi sia contenuta «una illeggibile norma che stanzia ben 20 milioni di euro retroattivamente». È illeggibile semplicemente perché non c'è. Non è giusto dire che saranno i giovani «politicamente più ammanigliati o conformisti ad accaparrarsi i fondi, vista la discrezionalità nel concederli». Al contrario, saranno invece una legge e un bando pubblico a concedere i contributi allocati presso il ministero della Gioventù. Mi permetto di far notare che avrei potuto assegnarli direttamente, senza bisogno di una legge. Ho fatto una scelta diversa: quella di promuovere spazi di aggregazione che sopravvivano a me e a questo governo. Consapevole che non risolveremo il problema del disagio giovanile, ma certamente faremo qualcosa di più che standocene con le mani in mano. Io ci provo. Poi, soltanto il tempo ci dirà se quei 12 milioni di euro saranno stati un buon investimento per la collettività oppure soldi buttati. ministro della Gioventù Giorgia Meloni fonte il sole24ore